Siamo in val di Cornia, tra le provincie di Livorno e Grosseto, sulle colline Metallifere.
Suvereto è uno di quei borghi che finiscono sempre nelle liste dei “più belli d’Italia”, con la Rocca Aldobrandesca che domina le case strette una sull’altra. Da lì si sale verso Sassetta, e la strada non fa sconti: prima olivi e cipressi con lo sguardo che ogni tanto scappa verso il mare, poi il bosco si chiude e si pedala all’ombra di lecci e sughere, quelle vere, ancora scortecciate a mano.





















È un pezzo di Toscana diverso da quello a cui siamo abituati qui intorno a Firenze — qui si sente già la Maremma, il Tirreno che non si vede ma si indovina, la macchia mediterranea che profuma diverso dal bosco appenninico.
In bici, con un minimo di allenamento, si fa bene. Partendo da Riotorto si arriva prima a Suvereto, passando in mezzo ai campi di girasoli e vigne e oliveti, e poi con una lunga (ma pedalabile) salita si sale a Sassetta.
Io da ciclomasochista ho deciso di tornare alla piana tramite la Valcanina che ospita un tracciato molto bello ma con una prima parte in salita abbastanza dura. Poi si comincia a scendere, con pendenze anche importanti, e tramite stradine e qualche sentiero si ritorna a Suvereto. Poi da Suvereto a Riotorto si va in pianura, di nuovo in mezzo ai campi di girasoli e vigne e oliveti ma con un caldo che può essere abbastanza debilitante. Da fare in inverno!

